Giulia Belluco

Giulia Belluco

Producer e casting director in ambito pubblicitario e cinematografico

La mia prima esperienza da assistente casting l’ho fatta mentre ero in seconda superiore, come assistente di Shaila Rubin, casting director internazionale. Mi innamorai di quel ruolo: scegliere gli attori che avrebbero dato vita ai film, agli spettacoli teatrali e alle pubblicità.

I professori dicevano che per me era una grossa distrazione quel mondo e avrei rischiato di perdermi per strada, tanto che decisi di cambiare scuola e mi trasferii al Dante Alighieri. Ricordo il primo incontro con l’ex direttore, il Dott. Carenza che sorridendomi mi disse “Corri in classe che questo è il posto giusto per te” ed aveva ragione. Ho avuto la fortuna di essere seguita da docenti umani che nel corso degli anni sono diventati confidenti; docenti che mi sono stati vicini anche nei momenti più difficili e che tutt’ora quando torno a Padova, mi accolgono con grandi sorrisi. Ho lasciato un pezzo di cuore in quella scuola che mi ha insegnato a credere in me.

Dopo la maturità lavorai come assistente alla regia per la produzione di un film Spagnolo girato qui in veneto, Buscando a Eimish di Ana Rosell Rodriguez. Alla fine di queste riprese decisi di iniziare a lavorare in produzione con mio padre, mi occupavo dei casting e dell’aiuto regia. Mi sentivo un’ombra perché tutti pensavano che facessi quel lavoro solo perché avevo alle spalle mio padre.

Era il 2013, durante le riprese de Il Segreto di Italia, conobbi Romina Power: le piaceva come lavoravo sul set e come mi relazionavo con le persone. “Vieni a Los Angeles con me, ti faccio lavorare lì” mi disse. Tempo una settimana feci le valige e partii.

Durante la mia permanenza a Los Angeles ho lavorato come producer in alcuni set di web serie e fiction americane; ho tradotto dall’inglese all’italiano “Ti prendo per mano”, romanzo di R. Power pubblicato dalla Mondadori e ho iniziato a scrivere un mio libro che prima o poi spero di pubblicare.

Una volta tornata in Italia volevo trovare una strada mia.

Per un paio d’anni ho vissuto con la valigia in mano: sono stata a Montreal, a Fort Lauderdale dove, con Il segreto di Italia di cui ero casting director, abbiamo vinto il premio come miglior film straniero.

A maggio dell’anno scorso me ne andai definitivamente da Padova e, dopo un periodo di riflessione, decisi di trasferirmi a Milano: lì non mi conosceva nessuno, avrei lavorato solo se ne avessi avuto le capacità e non perché ero figlia di.

Passavo le giornate ad inviare curriculum, a chiamare tutte le produzioni di Milano. Mi ero data un mese di tempo, altrimenti sarei tornata a casa con la coda tra le gambe. Un giorno, un produttore risponde alla mia mail dicendo che voleva incontrarmi il giorno dopo. “Domani ti porto in PPM (la riunione dove si incontrano cliente, agenzia e casa di produzione) con Barilla perché dobbiamo girare la nuova pubblicità Gran Cereale, ti dò 10 giorni di tempo: se sei sveglia e non mi fai fare figuracce inizi a lavorare per me, altrimenti quella è la porta”.

Da quel giorno ad oggi, con Zero Tabletop ho girato una trentina di pubblicità con clienti come Barilla per Italia e USA, Mulino Bianco, Parmalat, Galbani, Panna Chef, COOP, Perugina, Lactel e Harrys per la Francia, Lamar per l’Egitto.

Il mese scorso ho iniziato a fare dei test come fotografa e art director assieme ad un’altra ragazza che lavora con me in produzione; ci occupiamo di tutto ciò che riguarda la comunicazione social e sull’ultimo numero di TV KEY è appena uscita una pubblicità realizzata sempre da noi per il festival di Cannes.

Ogni giorno le soddisfazioni sono tante e voglio ringraziare ancora una volta il Dante Alighieri perché mi ha dato la forza di credere in me nonostante gli ostacoli che spesso mi sono trovata davanti.